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di Valeria De Mattei

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Breve, dalla copertina interamente (ed emblematicamente) nera, questo ultimo libro dell’estremamente (ma una volta tanto non in senso negativo) prolifico Philip Roth, trasuda desolazione da ogni singola pagina.

La desolazione che solo la morte può portare con sé, e per di più la morte che giunge a concludere un’esistenza che non lascia né legami né affetti.
Ritornano ancora una volta, in questo testo, i temi cari all’autore…o forse sarebbe più appropriato parlare di ossessioni: Roth è ossessionato dalla morte ma non in senso generale o più comunemente spirituale: è la morte fisica ad attrarre la sua attenzione e, prima ancora, quel lento processo di disfacimento del corpo che è la vecchiaia. Una vecchiaia che è vista quasi come un dantesco contrappasso poiché i problemi fisici aumentano in modo direttamente proporzionale alla dissolutezza con cui si è vissuti in gioventù.

E con questo ci si ricollega ad un altro dei temi ricorrenti: l’inganno e, in particolar modo l’inganno nella sua forma più carica di significati ossia il tradimento.
Attraverso una narrazione pacata e per nulla sentimentale, vengono ripercorse le tappe di quello che altro non è se non un pressoché totale fallimento esistenziale.
Da ciò deriva la quasi scontata antipatia che si prova per il protagonista stesso, con la sua patetica non-accettazione dell’invecchiamento e della propria fisicità.

Un destino che, paradossalmente, sembra essere sempre più comune, una sorte che sembra possa toccare a ognuno (a everyman), come ad ognuno inevitabilmente toccherà di morire, sullo sfondo di una contemporaneità che idolatra in modo preoccupante la perfezione fisica e la giovinezza.
E’ un everyman postmoderno, quello di Roth, frutto di quella metamorfosi che ormai non conserva più alcun tratto romantico ma apre la strada alla genesi dell’ibrido uomo-macchina che sempre meglio sembra incarnare l’insoddisfabile tendere dell’essere umano a qualcosa che ignora e che lo consuma… in questo caso proprio fisicamente, sostituendo un pezzo alla volta, un ingranaggio alla volta.