Home » Uncategorized » Cortile Interno Perdersi a Berlino

Cortile Interno Perdersi a Berlino

d15-arretratidi Franco Baldasso

Berlino è una città ideale per passeggiare. Ampie strade, piazze in ricostruzione, relitti di molte Storie che si incrociano e si inerpicano su terreni in ricostruzione. discreti paesaggi metropolitani insomma, appetibili per tutti i gusti, giovani e no. I giornali parlano di una città felice, una città dove si vive bene, che nonostante una disoccupazione mostruosa e chilometri di palazzi sfitti, ha saputo puntare proprio sul nostro immaginario artistico, e su quello di generazioni di europei. Volare a Berlino costa poco, viverci pure, e non è difficile perdersi nelle mille luci della città. Cosa decisamente ambita da moltitudini di europei.
Ma sotto lo spettacolo cosa rimane? E’ una domanda dalle molte risposte, spesso oltremodo conformistiche, meglio fare le domande giuste sennò si rischia di scrivere un luccicoso depliant.

A tutto vantaggio di Air Berlin. La città oggi non produce molto se confrontata con altre metropoli del continente, industrialmente conta veramente poco non solo in Germania. Ma Berlino è un ricettacolo europeo, un enorme imbuto di piccole e grandi persone che per moda o convinzione in città ci stanno bene. Si incontrano e cominciano a creare. Passeggiano insieme, fino a perdersi in vicoli ciechi e ritrovarsi in cortili privati, talvolta interiori.
Poco importa a questo punto se avvenga tutto ciò per via della sua storia recente, per la posizione geografica o per l’intelligente politica culturale dei suoi amministratori: Berlino è più di tutto questo. Nella città gruppi di persone diverse tra loro convivono, parole e immagini che vengono da mondi distanti. E che si riversano a fiumi nella capitale tedesca.
Seguiamo le singole persone, nei luoghi, nelle istantanee della loro vita berlinese. Un modo confidenziale per raccontare la città, senza clamori. Abbiamo chiesto ad artisti come Riccardo Previdi, Petra Spielhagen e Martin Nachbar di ricostruire con parole e immagini le loro personalissime passeggiate, oltre le quinte a tinte forti della città.