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Colossi nascosti

d16-arretratiCosa caratterizza ad un primo sguardo i “giovani artisti” vincitori e segnalati dell’ottava edizione del Concorso Iceberg che ogni due anni a Bologna scova e propone il meglio della creatività nata sotto le due torri? Di sicuro non l’età anagrafica, e neanche un comune approccio alla realtà, ma una commistione dei linguaggi che travalica continuamente i generi, le mode, gli sguardi consolidati. E nemmeno un’identità artistica cittadina, tante sono le strade (anche quelle della creatività) che portano a Bologna e che da qui ripartono. Organizzato e promosso dal comune di Bologna e dal settore Cultura e rapporti con l’Università, Iceberg 2007 si articola in numerose sezioni con la precisa intenzione non solo di monitorare, ma di offrire un degno palcoscenico allo spettacolo della giovane creatività, palcoscenico forse più difficile in altre città italiane.

Dal 13 aprile al 14 maggio vedrà all’opera scrittori, artisti, performers, musicisti intenti a dire prima di tutto se stessi, e la loro irriducibile varietà. Proprio le loro storie, che in questo numero abbiamo raccolto per presentare le sezioni Narrazione e le arti performative come Spettacolo e Musica, diventano così altamente rivelatrici e significative: sono storie senza centro, ricche di continui spostamenti, non solo da una città all’altra della penisola, tra università, opportunità di lavoro a scadenza, festivals ed improvvise occasioni di emergere, ma decisamente in contatto con le grandi città europee e non solo. Città sentite come luoghi d’approdo ma allo stesso tempo temporanei: la cifra più caratteristica dei giovani che qui abbiamo intervistato, al di là della capacità realizzativa, è propria questa appartenenza ad una grande città sempre in viaggio.

Che magari è nata a Bologna, nelle conoscenze e nei punti di riferimento, ma che molto spesso si è sviluppata altrove. Antonio Bigini, vincitore della sezione Narrazione con degli spassosissimi e dissacranti racconti fantastici che partono ogni volta dalla sua realtà privata, ci racconta per esempio della sua vita tra Venezia, Urbino e Bologna, ma dopo importanti esperienze a Milano e a Roma. Le sue storie usciranno in volume il prossimo mese per le edizioni Pendragon raccolte sotto il titolo del racconto che qui pubblichiamo, Tonino guerra wants to kill me, ed hanno le parole intense dell’autoironia, ma anche la consapevolezza un po’ inquietante che oggi chi si fermo è perduto. Hanno girato molto anche gli altri segnalati della sezione Narrazione, e non è un caso. Sarà per questioni lavorative, o forse anche per il piacere della scoperta, ma Carlo Emanuele Felice e l’ensamble narrativo Tabard scrivono racconti già formati, e da prospettive differenziate. L’unico poeta segnalato, Alex Caselli invece ci presenta una diversa sensibilità rispetto a quella di cui stiamo parlando, in qualche modo più tradizionale.